La parola conquistare è semanticamente associata a guadagnare, dominare, accaparrarsi, vincere. Per priming semantico nella nostra mente si attivano concetti come trofeo, vittoria, competizione. Però stavamo parlando di relazione, non di possesso.
Facciamo due passi indietro per poi fare un salto avanti.
Come si arriva a pensare di dover conquistare o essere conquistati?
Perché si arriva a pensare che la relazione o il partner sia un merito, un premio per ciò che hai fatto?
E, soprattutto, come mai oggi da adulto continui a considerare le relazioni come un pianeta da conquistare e non come un progetto da costruire?
Per le prime due domande possiamo raccontarci che la colpa è delle favole con cui siamo cresciuti, permeate dall’ideale del principe azzurro.
È colpa dei compagni adolescenti con cui gareggiavi per conquistare il più bello o la più bella della scuola 😎. È coinvolto sicuramente il modello familiare che hai avuto, come si trattavano o come si trattano i tuoi genitori.
Come gli uomini della società in cui sei cresciuto parlano delle donne, come le donne parlano degli uomini, come gli uomini parlano degli uomini e come le donne parlano delle donne. Posso azzardare a dirti di non trascurare i modelli interiorizzati con cui sei cresciuto.
Frasi come “Se ti vuole davvero, lotterà per te”, “Se ti lascia, hai sbagliato qualcosa”, “Fatti desiderare, non dimostrarti troppo disponibile”, possono avere più peso di quello che immagini ancora oggi, per portarti all’idea di dover conquistare o essere conquistato dal partner.
Tutto questo può spiegare, ma non giustifica.
Per rispondere alla terza domanda, invece, le opzioni si restringono:
non ti sei mai soffermato a ragionarci;
non hai mai vissuto alternative sane a questo modello relazionale;
pensi che questo sia il modo giusto di vivere la coppia.
Se sei nel primo caso stai leggendo il blog giusto, perché scrivo queste righe per condividere riflessioni con l’intento di darti un punto di vista diverso su temi così quotidiani da non diventare mai oggetto di pensiero.
Se invece non hai mai vissuto alternative sane posso proporti di iniziare il mio percorso di psicoterapia, perché il tema è più profondo di quanto possa essere mai affrontato in post in differita.
Se sei convinto che questo sia il modo corretto, desidero accompagnarti a esplorare la tua convinzione che costruire una relazione sia un tema di conquista.
Facciamo il salto in avanti.
Conquista = Possesso
Possesso = Padrone e oggetto posseduto.
Nel momento stesso in cui inizi ad approcciarti alla relazione con questa mentalità stai creando uno scenario nella tua mente, con attori e attrici che hanno ruoli ben definiti.
Chi caccia, chi attende, chi conquista, chi ci sta, chi scappa, chi gioca a nascondersi, chi prova a farsi desiderare,..
Se questo è l’unico approccio con cui ti avvicini al partner corri il rischio di trovarti in relazione abusanti, con dinamiche di potere invece che di condivisione.
Perché non mi sta dicendo di no, si sta facendo desiderare.
Non sta provando a saziare il suo bisogno di sentirsi il miglior cacciatore o cacciatrice, mi ama veramente.
La conseguenza di questa forma mentis può facilmente diventare:
se ti vedo come una mia conquista non posso accettare di perderti. Significherebbe ammettere che qualcuno è arrivato primo dove io sono arrivato secondo.
Ha avuto successo dove io ho fallito.
E se ho fatto mia questa visione della relazione, può essere che io non abbia gli strumenti emotivi per accettare un “fallimento”, ma la vivrò come una ferita all’ego che proverò a evitare ad ogni costo.
Ad. Ogni. Costo.
Tutto questo funziona nel mondo animale, probabilmente. Ma non può portare a costruire qualcosa di sano tra due adulti equilibrati.
Perché tra adulti ci si incontra. Ci si guarda, ci si conosce e ci si sceglie. Si confrontano i progetti di vita e i valori, se ne verificano le compatibilità.
L’Amore vero, sano, che dura nel tempo, è un progetto dove entrambi decidono di assumere un ruolo e di prendersi una responsabilità.
Ogni coppia ha la propria modalità per vivere questo progetto. Si possono usare giochi, colori, contratti, modelli molto diversi, ma le relazioni sane si fondano su questa idea di condivisione.
E quindi il punto si sposta da “imparare a conquistare meglio” a “disimparare a combattere”. Perché l’amore adulto non si ottiene vincendo, non si difende possedendo e non si misura da quanto riesci a trattenere qualcuno.
La relazione sana inizia quando smetti di chiederti “come faccio a non perderti?”
e inizi a chiederti “Ci stiamo scegliendo davvero?”.
È lì che finisce la conquista e inizia l’incontro.
Ci rileggiamo presto, se sei pronto ad Amare sul Serio,
Emanuela


